IL FIORE DELLA VITA

Il “Fiore della Vita” è un simbolo antichissimo che fu considerato sacro in molte culture, dall’Europa all’ Africa, dal Medio Oriente alla Cina.

Il modulo di base somiglia a un fiore a sei petali inserito in un cerchio, da cui appunto il nome “fiore della vita”.

Secondo alcuni, è la rappresentazione del fiore primaverile del

narciso o giunchiglia; questo fiore spunta dai pascoli alpini solo

a primavera ad annunciare la buona stagione solare: per questo

motivo è diventato già dalla preistoria dell’uomo simbolo di

rinascita, rigenerazione, gioia e speranza.

Adottato poi dalla Chiesa, in epoca medievale, come simbolo di risurrezione.

I cerchi sovrapposti vanno a comporre una struttura più complessa, con simmetria di tipo esagonale.

Nella sua forma più semplice il “Fiore della Vita” è chiamato anche “Sesto giorno della Genesi” poiché ottenuto dalla rotazione di sei cerchi o sfere, corrispondenti ognuna ad un giorno della Creazione, rappresenta la struttura interna del Creato, ed il suo completamento.

Presso gli antichi Celti veniva interpretato come simbolo in movimento e quindi rappresentava la potenza vivificatrice e generatrice del Sole: l’astro trasmetterebbe al segno il suo potere guaritore e protettivo.

Il fatto di essere riferito al numero 6, che simboleggia la Creazione, lo accomuna alla “Ruota della Vita” a sei raggi, che simboleggia l’alternarsi delle stagioni e delle vicende umane.

Il “Fiore della Vita” veniva considerato dai simbolisti, dai primi iniziati e dalle scuole misteriche quale punto di partenza per la costruzione dei solidi platonici, secondo un meccanismo che consente di passare dalla bidimensionalità alla tridimensionalità.

Il “Fiore della Vita” nasconde tra i suoi petali il “Frutto della Vita”, figura di grande importanza in quanto rappresenta la base di ciò che è conosciuto come Cubo di Metatron; questo solido a sua volta contiene 4 dei 5 Solidi Platonici: cubo, ottaedro, dodecaedro ed icosaedro.

I solidi platonici sono caratterizzati dalle stesse misure di lati, superfici ed angoli, sono solidi inscrivibili in una sfera, e tutti quanti contengono al loro intero una stella tetraedrica.

Tutto ciò era parte integrante delle conoscenze iniziatiche della classe sacerdotale, particolarmente quella sumera ed egizia, e successivamente Templare, che vedevano in questi solidi la forma degli elementi:

Tetraedro = fuoco

Cubo = terra

Ottaedro = aria

Icosaedro = acqua

Dodecaedro = il superamento dei quattro elementi, la Quintessenza.

Ogni molecola della vita, ogni cellula nel nostro corpo, conosce questo schema; è lo schema della creazione e della vita in ogni luogo.

Invero, secondo Drunvalo, non c’è nulla, assolutamente nulla nell’Universo che non sia connesso con lo schema del Fiore della Vita.

Il Codice del Fiore della Vita contiene tutta la sapienza ed è simile al codice genetico contenuto nel nostro DNA. Questo codice genetico va al di là delle forme di insegnamento conosciute e lo si ritrova in tutte le strutture della nostra realtà.

Tutte le frequenze della luce, del suono e della musica, si ritrovano in questa struttura geometrica, che esiste come uno schema olografico, definito nelle forme sia degli atomi che delle galassie, è la fonte di tutto ciò che è esiste.

Indossare questo simbolo attira dunque le frequenze del coordinamento massimo del fluire della vita in bilanciamento con l’Universo stesso.

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